Ho aperto questo blog dedicato a Musica e Tecnologia per condividere impressioni ed esperienze sulla mia attività di musicista "elettronico".
Qui troverete test e consigli relativi agli strumenti musicali e ai software che utilizzo oltre a qualche recensione e magari anche qualche commento a fatti e notizie non solo musicali.
Benvenuti!
e su Spotify, iTunes e gli altri maggiori negozi on line.
Il tema futuristico/spaziale si sposa, ancora una volta, con i ritmi della dance elettronica e delle sonorità anni 80 tipiche di questo progetto e già presenti nel mini album “Rêve-L- Action”, uscito nel 2019 in seconda pubblicazione.
Anche questa volta il fatto di aver prodotto i miei primi lavori nel periodo d’oro della Italo-Disco si sente benissimo...
Ritroviamo infatti i sintetizzatori analogici e digitali dell’epoca (Juno 106, DX-7, ecc), le drum machines e le tipiche elaborazioni vocali, questa volta senza i miei amati vocoders, ma con un coro di “signorine-virtuali” realizzato al computer.
Il tutto però risulta rinnovato in linea con le ultime tendenze della musica elettronica come la Synthwave o l’ EDM, offrendo un ascolto variato e piacevole dall’inizio alla fine.
Ascoltatelo e, se vi piace, acquistatelo. In questo modo darete un concreto supporto alle mie produzioni.
Continua la serie dei video dedicati alle mie produzioni anni 80. Questa volta si tratta di uno dei dischi più belli che ho avuto la possibilità di realizzare in quegli anni: "Living in another World".
Per la prima volta appare il nome ProXima che utilizzerò poi ancora negli anni 90 per le produzioni in italiano con Stefania Martinelli e Alberto Deponti. Nel 1987 però la voce era della bravissima Emi Callina.
Nella descrizione del video trovate altri dettagli su questa produzione.
Da un po' di tempo stò cercando di integrare il mio Electribe 2 con Ableton Live. Ho trovato in rete questa efficace soluzione per controllare le parti drums dell'electribe sfruttando il plug in "drum rack" interno ad Ableton.
Ho realizzato quindi questo video tutorial per illustrare in Italiano il procedimento da seguire.
Nuova arrivata, questa tastierina mini e controller per Ableton Live, mi è piaciuta per il rapporto prezzo/prestazioni al punto da deciderne l'acquisto.
Nel videotest a seguire la procedura d'installazione e un breve check del funzionamento.
Giudizio complessivo: molto buono in rapporto al prezzo, ma la qualità della mini tastiera è al limite del suonabile.
Se questo non rappresenta un problema (e per il mio utilizzo di questo strumento non lo è) allora via libera; installazione ed operatività sono tra le più semplici ed immediate che mi sia capitato di trovare.
Buona visione, ciao.
Un confronto un po' "difficile" (il JD-XI è una specie di Groovebox, mentre la TR-8 è una drum machine pura) che però ho avuto l'occasione di fare e del quale quindi ho realizzato un video da condividere.
Un set TR-808 ed uno TR-909 realizzati su entrambi gli strumenti cercando, per quanto possibile, di pareggiare le sonorità.
Per chi non conoscesse gli strumenti, bisogna sottolineare che le generazioni sonore sono assolutamente diverse (PCM, anche se evoluto, per il JD-Xi ed ABM (analog behaviour modeling) per la TR-8, quindi la resa sonora è molto diversa in partenza.
Inoltre il JD-Xi (che offre anche due parti synth digitali "Supernatural" con 128 voci di polifonia, una parte analog synth, un vocoder ed un sequencer per pilotare il tutto) costa come tutta la TR-8 che è dedicata esclusivamente alla riproduzione delle drums machine classiche di Roland.
Personalmente trovo il JD-XI uno strumento davvero versatile, adatto alle performance live e che, con una certa programmazione, può dare soddisfazioni, ma il "corpo", la definizione ed oserei dire l'eleganza del suono della TR-8 a mio parere non sono raggiungibili dal piccolo "tuttofare".
Ascoltate e, se volete, commentate...
Ciao
Connessioni analogiche per entrambi gli strumenti Mixer Mackie ONYX 1620 (no eq) Interfaccia audio Motu 828 Mk3
No fx (tranne quelli interni)
No mastering
Pochi giorni fa Roland ha rilasciato un update software per il nostro piccolo e potente synth JD-XI.
L'aggiornamento 1.50, oltre ai soliti bug fix, aggiunge alcune funzioni davvero interessanti tra le quali vorrei citare "interactive chord" e "transpose" che assimilano il JD-Xi alle funzioni di un quasi-arranger totalmente programmabile.
Inoltre ora è possibile definire un pattern a scelta all'accensione ed è stata inserita anche una funzione sidechain sull'effetto di compressore.
Ovviamente in rete sono già disponibili video relativi a questo aggiornamento, ma (almeno per ora) nessuno in italiano.
Nel breve video che segue quindi vedrete eseguita la procedura di aggiornamento ed un rapido test di queste funzioni.
Qui trovate il link per scaricare l'aggiornamento:
IMPORTANTE: prima di eseguire l'operazione di aggiornamento è caldamente consigliato effettuare un backup dei vostri dati sullo strumento che potrebbero andare persi. Fate riferimento alla funzione "backup" presente sul manuale.
Non spegnete MAI il vostro strumento durante l'operazione di update poichè potrebbe risultare danneggiato; se non siete sicuri di poter effettuare l'operazione in sicurezza contattate un centro assistenza.
Non avendo trovato nulla in rete in lingua italiana (e ben poco anche in inglese) prima di acquistarla, ho deciso di realizzare io stesso un breve test in Italiano per questa master keyboard dell'ottimo rapporto prestazioni/prezzo. Il video è incentrato sull'interazione con Ableton Live.
A margine aggiungo qualche impressione sul prodotto:
La qualità costruttiva è decisamente "cinese" e l'azione di tastiera risulta piuttosto dura. Questo a me non piace molto, ma ha invece incontrato il favore di alcuni miei amici pianisti.
Devo dire però che alla fine la tastiera risulta ben suonabile e la sensazione è migliore rispetto ad altri prodotti concorrenti della stessa fascia di prezzo.
I plus della tastiera sono decisamente il fatto di avere le porte MIDI in/out oltre a quella USB (ormai a questo prezzo invece non si trovano mai) e un generoso display LCD per la programmazione (i concorrenti danno a malapena un LED Digit numerico).
La programmazione è molto completa e la tastiera è divisibile in 4 zone anche sovrapposte, un'altra caratteristica molto difficile da trovare nella concorrenza a questo prezzo.
I 4 pad sono da considerarsi un'aggiunta... poco sensibili e a volte imprecisi, ma nel mio caso non erano fondamentali nella decisione di acquisto.
Modulation wheel e rotellina pitch bender separati invece sono davvero graditi. Qualche "lucetta" in più l'avrebbe resa più accattivante, ma complessivamente sono soddisfatto e consiglio a chi cerca una master "tastiera" e non una "pulsantiera" (DJ go out) di degnarla di una prova.
Recentemente ho acquistato la groovebox Korg Electribe 2 che, devo dire, mi ha molto ben impressionato per qualità costruttiva e sonora. Nonostante alcune limitazioni che ne impediscono un fluido interfacciamento con la DAW (ad esempio ogni pad è controllato da un canale midi diverso e questo parametro non è assolutamente modificabile) ed una gestione dei controlli molto "personalizzata" (per cui và studiato un po' per tirarci fuori qualcosa di buono), ho provato a buttare giù una breve improvvisazione. Per velocizzare le parti sono state suonate in precedenza e nel video mi limito a modificarle ed interagire in real time con i diversi controlli dello strumento.
Magari prossimamente realizzerò altri video su questa divertente groovebox di nuova generazione...
Recentemente ho acquistato questa webcam dopo una valutazione su cosa offriva il mercato in questa fascia di prezzo ( diciamo sotto i 30€).
In effetti pensare di spendere 90/100€ per una semplice webcam, per quanto potesse essere buona, mi sembrava esagerato, considerando che a quella cifra è possibile già prendersi una piccola action-cam o una videocamera di marca.
Questa webcam di Microsoft invece ha pienamente soddisfatto le mie aspettative e quindi ho deciso di realizzare un breve video di unboxing e test:
Ho realizzato un breve video dove mostro come configurare Arturia
Spark LE controller per funzionare correttamente all'interno della DAW
Ableton Live (version 9).
Il link che segue, al termine del post, vi rimanda a questo video, ma elenco anche di seguito i passaggi che ho seguito.
Innanzitutto,
ovviamente, caricate il plug in di Spark in una traccia midi di Live.
Diamo per scontato che Spark software sia già stato correttamente
installato (io nel video utilizzo la versione 2.0).
Aprite quindi le preferenze di Live e controllate che le porte midi di Spark siano presenti, ma non attivate.
Questo
è molto importante perchè, istintivamente, ci si aspetterebbe di
doverle attivare in input ed output per ricevere e trasmettere i dati
dal controller, ma non è così.
Fatto questo, passate alle preferenze di Spark, aprendo l'editor del plug-in e selezionando la relativa TAB.
Nelle preferenze di Spark, controllate che sia vistata (quindi attiva) la voce "Send midi from pads".
*
Se preferite utilizzare il sequencer interno di Spark per trasferire i
dati che vi avete programmato (o quelli dei pattern presettati), vistate
anche la voce "Send midi from sequencer" (in questo caso poi dovrete
anche attivare i pulsanti "Host" e "Tempo" che trovate nella parte
superiore destra dell'editor, altrimenti Spark non riceverà il clock
midi dalla DAW).
A questo punto dal vostro controller potrete suonare i pad e vedrete che nella traccia di Spark si ricevono dei dati.
Tuttavia quello che vedete nella traccia è il ritorno dei suoni del plug in Spark e non l'ingreso di dati midi dal controller.
Infatti
se mettete in registrazione un clip sulla traccia e suonate, al termine
della registrazione nella traccia non vi sarà scritto alcun dato midi,
proprio come se non aveste suonato nulla.
Qui stà il
punto! Spark, per ricevere i dati midi dal suo controller, necessita di
una seconda traccia midi che andrete a creare e all'interno della quale
selezionerete la voce "Spark" per tutti i campi relativi agli input che
agli output.
Ora avrete due tracce che ricevono
entrambe dei dati quando suonate i pad: la prima traccia (dove è
presente il plug in) indica l'ingresso audio (come visto prima), quella
nuova invece l'ingresso dei dati midi provenienti dal controller.
I
dati in ingresso hanno un leggero sfasamento dovuto alla latenza; per
ovviare al fastidio di questo effetto "doubling", cambiate il campo
"monitor" della traccia midi da "auto" ad "off".
Ora potete registrare (sulla traccia midi mi raccomando!) e vedrete che la vostra esecuzione verrà regolarmente registrata.
A
vostra scelta potrete registrare tutto il midi su questa nuova traccia o
crearne delle altre, con lo stesso procedimento, per separare ad
esempio le registrazioni midi della cassa, rullante, ecc.
Vi
segnalo che il fatto di avere più tracce midi separate comunque non ha
alcuna attinenza con le uscite separate che si possono utilizzare in Spark e quindi con l'avere tracce separate da poter elaborare in modo
diverso con gli effetti plug in di Ableton o con altri vostri VST.
Premetto che non sono e non sono mai stato un critico musicale. Non ho mai recensito alcunchè e quindi vi prego di leggere quanto segue tenendo presente questo aspetto.
Tuttavia oggi, 30 Settembre, esce in tutti i negozi il nuovo album firmato Rockets e chi mi conosce ben sà quale sia la mia passione per questo gruppo sin dall'adolescenza.
Ecco perchè voglio aprire oggi questo mio Blog personale e voglio farlo proprio con una recensione di questo nuovo lavoro del gruppo che amo da sempre.
Parliamo perciò di KAOS, un album dalla lunga gestazione (oltre 10 anni) che segue il precedente DON'T STOP del 2003 che già si distanziava di altri 11 anni da ANOTHER FUTURE (1992).
Nel mezzo vi sono stati alcuni singoli e vari remix/raccolte dei loro brani di maggior successo, ma nessun altro album.
La storia dei Rockets messaggeri dello spazio "calvi ed argentati" è ormai lontana, troppo lontana nel tempo per voler fare dei paragoni e quindi cercheremo di evitarli, anche se a volte è inevitabile dare un'occhiata indietro.
Per chi comunque non conoscesse quanto accaduto dal 1983 rimando ad altri siti dove è possibile togliersi tutte le curiosità.
Diciamo solo che il nome Rockets oggi significa principalmente Fabrice Quagliotti, tastierista della formazione originale, che con tenacia e tanto lavoro ha continuato a produrre musica per il pubblico di ieri e di oggi da quando la formazione "argentata" è andata via via dissolvendosi.
Nel suo lavoro è accompagnato da ottimi musicisti che, per quanto riguarda KAOS, rispondono al nome di John Biancale (voce), Eugenio Mori (batteria), Rosaire Riccobono (basso) e Gianluca Martino (chitarra).
KAOS è quindi un album scritto in un lasso di tempo molto lungo e questo deve essere tenuto presente all'ascolto. All'interno infatti si percepisce una decisa evoluzione dello stile musicale merito, a mio parere, della sempre maggiore collaborazione tra i componenti ed, in particolare, tra Fabrice e John Biancale.
Non a caso uno dei brani più belli di questo album, forse addirittura il mio preferito, si intitola EVOLUTION.
Diciamo inoltre che l'album è distribuito da WARNER MUSIC e anche questo è un importante indicatore della sua qualità. Infatti si nota subito che il cambio di marcia dai tempi di DON'T STOP è deciso e notevole. Sono spariti i remix ed i riferimenti ai brani del passato; Fabrice questa volta "regala" ai suoi fans ben 12 brani, tutti originali!
Apre il disco WE ARE ALL AROUND con un riff di vocoder che i "vecchi" fans dei Rockets ameranno certamente, una ritmica incalzante e alcuni particolari musicali che si ripeteranno poi anche in altri brani successivi.
WORLD ON FIRE è il secondo brano ed era già stato pubblicato come singolo nel 2009. Questo, insieme a LOST IN THE RHYTHM ed allo strumentale HEAVEN 58, è il brano che maggiormente "ricorda" i tempi della produzione argentata, pur mantenendo una personalità diversa e decisamente più attuale. Ottima associazione di sonorità, ritmica e melodia; questo brano forse poteva essere il singolo dell'album, ma credo che potrebbe anche venire utilizzato allo scopo successivamente.
A WORLD ON FIRE seguono due brani che personalmente trovo i migliori dell'album: il già citato EVOLUTION e THROUGH THE NIGHT; una bellissima ballade dove la voce di John è totalmente a proprio agio. Per la loro raffinata realizzazione e per la bellezza delle "aperture", questi brani mi hanno ricordato l'album Astronaut dei Duran Duran, veri maestri nei lanci dei ritornelli.
In questi brani trovo che veramente il lavoro di Fabrice, John e degli altri musicisti abbia raggiunto un affiatamento ed una fiducia che fà ben sperare per il futuro.
La traccia n. 5 è l' "hit single" a cui i Rockets si sono affidati per il lancio di KAOS. Si intitola PARTY QUEEN e per questa track è stato realizzato anche un video che potrete trovare su YouTube.
Questo è (giustamente) il brano più "commerciale" che "strizza l'occhio" in particolare a quelli che sono stati definiti i "discepoli" dei vecchi Rockets, ovvero i Daft Punk.
Chitarre, vocoder e ritmica seguono quindi un tipo di disegno electro-funky, ma qui abbiamo decisamente più melodia e un diverso uso dei synth. Si sente anche che il brano ha avuto una masterizzazione diversa dal resto del disco; direi allo scopo di avere le carte in regola per entrare nelle programmazioni di radio e discoteche.
Ascoltatelo una volta e vi ritroverete a canticchiare il riff di vocoder iniziale; ascoltatelo due volte e il suo ritornello non vi lascerà più!
La traccia n. 6 si intitola CRYING ALONE e ci propone un'altra rock ballade decisamente romantica dove ancora possiamo apprezzare le doti vocali di John Biancale.
aL N. 7 FABY'S BACK è il primo brano strumentale che incontriamo. I Rockets sono diventati famosi anche per i loro celebri strumentali come VENUS RHAPSODY, ANASTASIS o PROPHECY. Negli anni 80 il brano strumentale era un "must" e molte band si sono cimentate con questa sfida.
Negli anni a seguire Fabrice non ha mai mancato l'appuntamento e quindi possiamo ricordare altri precedenti di strumentali scritti da lui come FRANCA (da ONE WAY) e COMMUNICATION (da DON'T STOP). Questo brano però si stacca decisamente dai precedenti, con una scrittura musicalmente interessante che punta più all'atmosfera generale che non al riff melodico. Veramente un bel brano con una particolare introduzione eseguita da Fabrice al pianoforte, suo strumento preferito.
A seguire abbiamo poi due canzoni dallo stile particolare che si rifanno in parte a scritture musicali ascoltate in altri lavori del periodo "post-argentato": SHINE ON ME, un brano d'atmosfera melodico con un ritornello molto accattivante e OUR RIGHTS decisamente più rockeggiante con ispirazioni che potrebbero ricordare ancora i più recenti Duran Duran o gli U2, se non fosse che il supporto principale al brano è dato ancora una volta dal pianoforte di Fabrice.
Ritorniamo poi un po' verso lo stile Rockets "classico" con LOST IN THE RHYTHM.
Riff di synth, ritmica rock ed una melodia ed un testo che puntano ad essere facilemente memorizzati. Questo brano non è nuovo ai fans; ricordiamo infatti di averlo già ascoltato durante alcuni live. Si tratta quindi di un'elaborazione realizzata per KAOS. Una track che forse (come per WORLD ON FIRE) poteva essere candidata a singolo, ma che credo poi abbia lasciato il posto alla più "efficace" PARTY QUEEN.
Personalmente devo dire che a questo brano più "datato" preferisco le composizioni più recenti dove trovo che la voce di John si esprima meglio e dove l'idea musicale è più libera dai retaggi del passato.
Le tracce n. 11 e n.12 sono ancora due strumentali (quindi sono tre in tutto nell'album). Il primo, HEAVEN 58, richiama ancora lo stile degli strumentali tanto amati dai fans con le "classiche" progressioni alla VENUS RHAPSODY e gli stacchi di brass alla PROPHECY.
Il brano è efficace e sarebbe un'ottima sigla per una trasmissione TV, ma personalmente ritengo che Fabrice abbia dimostrato, in questo stesso album, con FABY'S BACK di potersi "sganciare" da questo stile e proporre qualcosa di più personale a livello musicale.
Il secondo NUMBER ONE è invece qualcosa che lo stesso Fabrice ha definito un "esperimento". E' uno strumentale piuttosto atipico e innovativo per i Rockets che qui si cimentano con ritmiche e sonorità EDM dal gusto attualissimo. Cassa dritta, giochi di vocoder, sequencer e suoni molto elettronici che poi sconfinano in un solo di chitarra elettrica dove Gianluca Martino può scatenarsi.
Un esperimento? Molto bene!
Se mettiamo insieme i brani di composizione più recente e questo esperimento abbiamo una forse una foto della direzione verso cui tenderanno i Rockets in futuro... ed è una direzione a mio parere molto promettente.
Ora però godiamoci questo KAOS che si lascia ascoltare dall'inizio alla fine senza far scattare mai il dito sullo "skip" e facciamo i complimenti ai Rockets per questo nuovo grande ed impegnativo lavoro portato finalmente a termine!